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Curriculum

Classe 1925.
Elementari, ginnasio, liceo classico all’Istituto Zaccaria di Milano. Maturità nel giugno 1943.
Si iscrive alla Università Cattolica di Milano (Facoltà di Scienze Politiche).
Chiamato di leva, si presenta ‘volontario’ il 18 Novembre ‘43 al II (XX°) Battaglione Bersaglieri ( R.S.I.): ne fa parte in difesa costiera e poi, dopo lo sbarco in Provenza, al fronte francese. Consegna le armi ai partigiani il 2 Maggio 1945.

Comincia a studiare e a dar esami. Nei primi tre mesi del 1946 viene ‘sospeso’ per essere stato un soldato R.S.I. Poi può riprendere a frequentare e viene eletto, per il proprio corso, rappresentante degli studenti. Conduce la delegazione della Cattolica, a Roma, al 1° Congresso Nazionale degli Studenti Universitari (U.N.U.R.I.).
Là viene eletto per rappresentare gli studenti italiani, a Praga nel 1946, al 1°Congresso Mondiale degli studenti universitari. Nella delegazione saranno con lui Giovanni Berlinguer, Giorgio Napolitano, Franco Nobili.

Trova lavoro (1947) al Credito Italiano: nel ‘47 De Gasperi chiede alla Cattolica di segnalargli un giovane ‘che non sia iscritto alla D.C.’ (sic) per un posto al quotidiano Il Popolo (Milano). Accetta: Consigliere Delegato è Augusto De Gasperi. Lui assolve le funzioni di Segretario Amministrativo.

Si laurea, Febbraio 1948. Si sposa nel 1951. Ha una figlia.

Collabora attivamente, per una decina di anni, alla conduzione del C.I.S.A. (Centro Italiano di Studi Aziendali), una associazione, veramente pionieristica, « senza scopi di lucro, aperta alle aziende e agli studiosi per il progresso e per la diffusione degli studi aziendali ».

Lascia di propria iniziativa Il Popolo nel Febbraio del 1952. E’ disoccupato.

Dopo un breve periodo all’Adrema ove avrebbe poi occupato un incarico commerciale, Augusto De Gasperi lo invita ad essere Segretario Generale (equivalente, nel caso, alla posizione di Direttore Generale) al Gazzettino di Venezia (che pubblicava anche Gazzettino Sera e il settimanale Ognisport ). Là rimane per cinque anni.

Poi accetta una offerta della Mondadori: diviene Amministratore Editoriale (publisher, equivalente a ‘editor’) dei maggiori periodici (un terzo dei costi e il 40% degli utili dell’intera Mondadori) : dopo sette anni di successi, gli chiedono di andare a Verona per dirigere lo stabilimento (allora oltre tremila dipendenti).

Lo viene a sapere Achille Maramotti che vuol trasformare la Max Mara (confezioni di moda femminile) da azienda artigianale ad azienda industriale: gli offre la posizione di Direttore Generale. Accetta e vive per quattro anni, dal ‘67 (compreso il famoso sessantotto) a Reggio Emilia.

Poi Arnoldo e Giorgio Mondadori lo invitano a tornare a Milano: la Mondadori era diventata socia, al 50%, della statunitense Mc Graw Hill per lanciare, in Italia, nuove iniziative nel campo dei periodici tecnici. Viene nominato Amministratore Delegato, con gli stessi poteri che aveva il Presidente, Giorgio Mondadori.

Nel ‘76 viene offerta alla Mondadori la possibilità di creare (al 50% di capitale e gestione) il nuovo quotidiano Repubblica. Giorgio Mondadori ne diviene Presidente e lui Direttore Generale. Consigliere Delegato il conte Caracciolo, e Scalfari sarà ovviamente il Direttore del giornale.

I rapporti con quest’ultimo sono assai difficili. La Mondadori praticamente mantiene la proprietà al 50%, ma rinuncia alla gestione, anche per discordie interne alla stessa Mondadori: lui lascia il gruppo.

Dal 1977 svolge molta attività quale consulente editoriale soprattutto per editori tecnici e/o settoriali, e quale ‘perito’ in vertenze giudiziarie. Svolge una breve consulenza col gruppo Berlusconi, per un periodico di C.L. e collabora per trasformare TV- Milano 2 in quello che sarà poi Canale 5.

Nel 1991-92 un gruppo di quei bersaglieri ‘di allora’ torna ad incontrarsi rinnovando sentimenti amicali : lui scrive il volume ‘Sapevamo di perdere’ e gli amici ne finanziano l’edizione fuori-commercio.

Poi scrive il libro ‘Pubblicare quotidiani e periodici’ edito, nel 1998, dall’Editrice Bibliografica, con presentazione di Guglielmo Zucconi: un tema editoriale che nessun altro ha mai trattato …

Coordina la stesura, nel 1995, di ‘Ballata Cremisi’, scritto a più mani con tanti dei commilitoni di “allora”.

Nel 2000 ha settantacinque anni di intensa vita, e ancora pensa a scrivere: un libro, sempre basato sulla propria esperienza di guerra, ma volto ad approfondire il significato di quel fronte occidentale, che era una spina nel fianco del governo britannico, dal titolo Frammenti di storia d’Italia (in attesa di Editore).

Infine, è necessario citare anche la sua collezione filatelica, che ha seguito lungo tutta la propria vita, e che lo ha accompagnato fino all’ultimo. Dapprima su temi vari connessi all’informazione (dall’alfabetizzazione ai giornalisti, dai processi di stampa a come si fabbrica la carta, ecc.), con argomentazioni originali, che gli hanno valso numerosi riconoscimenti alle esposizioni del settore. Successivamente con un interesse specifico rispetto alla spedizione postale di giornali e periodici. Collezione, questa, unica al mondo, che non aveva ancora finito di sistematizzare.

Chi era Umbertomaria Bottino ?
Maturato nel Liceo Classico dell’Istituto Zaccaria nel 1943, poi iscritto all’Università Cattolica di Milano. Malgrado la sua iscrizione fosse stata sospesa dal 1 gennaio ‘46 al 31 marzo ‘46, a causa del servizio militare svolto come bersagliere della R.S.I., nell’aprile dello stesso anno viene eletto rappresentante degli studenti ed entra a far parte del consiglio rappresentativo degli studenti detto ‘Interfacoltà’. Ottiene, personalmente da Padre Gemelli, la responsabilità di effettuare, anche in Cattolica come in tutte le università, la festa delle matricole e la sottoscrizione dei “papiri”.
Fa poi parte della delegazione della Cattolica che partecipa a Roma al primo congresso nazionale degli studenti universitari. Da questo viene eletto per partecipare a Praga, nella delegazione italiana, al 1° Congresso Internazionale degli Studenti Universitari. In quelle occasioni frequenta Franco Nobili, Giovanni Berlinguer, Giorgio Napolitano, Gianni Bachet Bozzo e altri che poi si dedicarono alla politica.
Nel 1947 lavora per qualche mese presso il Credito Italiano: poi si laurea ed entra su segnalazione della Cattolica e scelta di Augusto De Gasperi, fratello di Alcide, nelle attività editoriali.
Dal 1948 al 1952 occupa la posizione di segretario amministrativo della G.E.P.I. editrice de IL POPOLO, e poi, dal novembre 1952 al dicembre 1957 svolge, assunto come Dirigente Industriale, il ruolo di Segretario Generale della Società Editrice San Marco, editrice del quotidiano IL GAZZETTINO di Venezia, di cui Alcide De Gasperi è vicepresidente.
Dal 1950 al 1958, dopo esserne stato uno dei fondatori, svolge pregnanti attività per il Centro Italiano di Studi Aziendali ( C.I.S.A. ), una libera associazione cui parteciparono concretamente molti ed importanti dirigenti, consulenti e professori (Galgano, Malinverni, Alberoni, Belli, Visentini, Alciati, e molti altri).
Nel 1958 il ‘vecchio’ Arnoldo Mondadori cerca, rivolgendosi alla Federazione Italiana degli Editori di Giornali, un dirigente, giovane, che ovviamente conosca il settore editoriale: gli viene segnalato il Bottino, che viene assunto come Amministratore di Epoca.
L‘anno successivo, 1959, svolge le funzioni di Direttore Amministrativo del settore periodici, Vice Direttore Amministrativo della società Arnoldo Mondadori Editore, e poi per quasi sette anni (1960 - 1967) assume il ruolo di Amministratore Editoriale (Editor-Publisher, con compiti e responsabilità di gestione editoriale ed economica) di un gruppo di testate mondadoriane che fatturava circa il 30 % dell’intero fatturato della Mondadori. Sta sorgendo l’Europa: su invito del MEC si riuniscono a Bruxelles gli editori dei sei paesi fondatori, e il Bottino, su proposta dei francesi viene eletto come primo presidente dell’associazione europea degli editori di quotidiani e periodici.
Nel 1967, mentre nella struttura mondadoriana avrebbe dovuto assumere la posizione di Direttore della Stabilimento di Verona (allora oltre tremila dipendenti) gli viene offerta dal dr. Achille Maramotti la posizione di Direttore Generale della Max Mara (Reggio Emilia). Accetta, ed è il primo Direttore Generale di quella azienda, che si trasforma da artigianato in industria.
Successivamente su rinnovata offerta di Giorgio Mondadori e per sopravvenuti motivi familiari, nel 1971 lascia la Max Mara rientrando a Milano, per svolgere le funzioni di Direttore Generale e Amministratore Delegato della Società Editrice (italoamericana) “Mondadori-Mc Graw Hill”, fondata da un paio di anni, editrice di Espansione con la prospettiva di intervenire successivamente nel comparto editoriale delle riviste tecniche.
Nel 1975 , su incarico della Mondadori, prende parte attiva alla creazione della società editrice del quotidiano “La Repubblica “, di cui viene nominato Direttore Generale Amministrativo.
Lasciata, per ‘beghe interne’ “La Repubblica” è con successo, per oltre venticinque anni consulente editoriale e perito per il tribunale di Milano, in tutte le materie tipiche del settore editoriale.

Curriculum

Bottino  Umbertomaria, anni 81
Laurea in scienze politiche

Tutta la vita trascorsa nel settore  editoriale dei quotidiani  e dei periodici :

1947 - segretario amministrativo del quotidiano IL POPOLO, il cui Consigliere Delegato era Augusto De Gasperi, fratello di Alcide, con cui ebbi rapporti familiari: ottimi rapporti anche con Emilio de Martino, presidente della Lombarda (giornalisti)
1952 - Segretario Generale (= direttore generale) del GAZZETTINO DI VENEZIA fino al 1956
1957 - Amministratore di Epoca (direttore Enzo Biagi) poi, nominato da Arnoldo Mondadori, ‘publisher’ (burocraticamente definito Amministratore Editoriale) del  più importante gruppo di periodici.
            Nominato poi, con pieni poteri, Consigliere Delegato, oltre che Direttore Generale, della Mondadori-Mc Graw Hill (editrice del mensile Espansione e periodici minori) quando, nel 1975 Mario Formenton (che godeva della maggioranza del capitale Mondadori) propose a Giorgio Mondadori di entrare in società con Caracciolo-Scalfari per dar vita a un nuovo quotidiano, “ LA REPUBBLICA”, fui nominato Direttore Generale della nuova società.
             I pochi contatti avuti con Scalfari portarono a chiari disaccordi. Dovetti lasciare “Repubblica” e lasciai pure il gruppo Mondadori (il quale perse ogni potere in “Repubblica”, come è ben noto …).
            Da allora  accettai numerose consulenze, alcune riservate, sempre nel settore dei periodici, anche tecnici o professionali, o per la distribuzione e vendita dei giornali. Molte volte, fino agli 80 anni, sono stato chiamato e nominato ‘perito’ del Tribunale, in cause che coinvolgevano problemi dell’editoria

Ho scritto tre libri:

            Con G.Vigini , editore  dell’ Editrice Bibliografica < Pubblicare giornali e periodici.>, con significativa prefazione di Guglielmo Zucconi.Vendute in libreria 800/900 copie.
            Fuori Commercio, con edizione gestita da vecchi amici (bersaglieri), <Sapevamo di Perdere>. Oltre mille copie e fotocopie richieste ancora dopo più di 10 anni!
            Per il successo ottenuto tra gli amici, ho poi raccolto 55 scritti dei miei amici  dando il via al secondo volume <I nostri giorni cremisi>, 450 copie.
            Per il volume <Sapevamo di perdere>  ebbi rapporti con l’Istituto Storico della Resistenza di Torino ( dal quale ebbi alcuni documenti, pubblicati ): e quell’Istituto suggerì il mio nome a studenti che preparavano tesi di laurea in materia storicopolitica.

Vicende ‘ pubbliche’

            Ho studiato dalla prima elementare alla terza del liceo classico presso l’Istituto Zaccaria: la mia casa fu colpita nel corso di un  bombardamento ‘inglese’nel febbraio del 1943.
            Nel novembre 1943 fui chiamato ‘di leva’ dalla R.S.I. Mi presentai al XX battaglione del 3° Reggimento bersaglieri. E ne feci parte come caporale ‘mortaista’ fino al  2 maggio 1945: consegnai le armi ai partigiani quando fu firmato un atto di resa che poneva fine ad ogni guerra nel Sud dell’Europa. Nel resto dell’Europa la guerra terminò l’8 maggio 1945.

            Democraticamente eletto a rappresentare gli studenti della Cattolica , dopo un Congresso Universitario Nazionale, partecipai ufficialmente a Praga nel 1947, ad un congresso mondiale (la delegazione comprendeva anche l’On. Napolitano, Giovanni Berlinguer, Franco Nobili e tanti altri, che dopo 56 anni …)

            Ho qui esposto alcuni aspetti ‘pubblici’ della mia vita per sottolineare come l’autore del libro conosca la politica, ma come il libro non sia ‘politico’, piuttosto, culturalmente, ‘storico’.
 
Nel corso dell’attività editoriale ebbi amicali rapporti con molti giornalisti importanti: il che potrebbe facilitare eventuali recensioni. Innumerevoli i direttori, i giornalisti e  i fotoreporter che hanno lavorato nelle testate a me affidate in gestione: Renato Olivieri, Maurizio Costanzo, Pier Borselli, Isabella Orsenigo, Elena Melik, Carla Vanni, Andreina Valli, Arrigo Petacco, Laura Grimaldi, Tropea, Mario De Biasi, Vincenzo Carrese, Oreste del Buono …
            Sono disponibile a fare tutto quanto io possa fare  per collaborare alla presentazione e al lancio del libro. E, a questi fini, sono sicuro di poter contare ‘concretamente’ sugli aiuti che potranno fornire le associazioni, i gruppi, in cui fui coinvolto in quel ‘frammento della storia d’Italia’.

Al di là degli evidenti riflessi storici delle cronache narrate, devo segnalare che tra le migliaia di libri usciti su temi analoghi nell’ultimo mezzo secolo:
- praticamente nessuno libro collega lo sbarco angloamericano a Nizza col nascere di un fronte angloamericano - italotedesco dalla Riviera e dalle Alpi Marittime fino al Monte Bianco..........
- i ‘partigiani’ tacciono di quanto hanno fatto le loro bande nel triangolo San Remo - Ventimiglia - Cima Langhan … Violente polemiche, smentite pronunciate ufficialmente, hanno molto ridotto il valore di alcuni scritti, editi in zona e poi rifiutati dall’A.N.P.I.
- in quel triangolo la R.S.I. fu praticamente presente, da un punto di vista militare, quasi soltanto con il nostro battaglione (+  mezzi navali della X° MAS). I libri esistenti  non ne parlano …
Anche Montanelli (!) nel suo libro “L’Italia della guerra civile”  ha completamente ignorato quanto avvenne in quella zona.


I legami con Vigliano d’Asti

Dott. Umbertomaria Bottino  -  BUM

La famiglia della mamma, Celeste Chiesa, era di Vigliano: Marina Vaccaneo e Sisto Chiesa i nomi dei nonni di BUM. Il Cav. Sisto Chiesa era stato Funzionario del Comune di Vigliano, quando anche un Gambaruto lo era (probabilmente Gambaruto era Podestà, mentre Chiesa era Segretario Comunale … documenti pubblici e privati di quel periodo, a firma dei due, compresa corrispondenza tra di loro, erano in possesso, a suo tempo, di Giovanna e Francesco Gambaruto, al Castello).

La famiglia Chiesa aveva anche attività agricola e vitivinicola. Con le riforme agrarie, il problema della mezzadria, ecc. ad un certo punto non c’è stato più nulla di quella attività, e neanche la casa della famiglia (Via Roma?). Nel frattempo erano morti le sorelle ed il fratello, geometra, di Celeste. Ma Celeste Chiesa ed il marito Vittorio Bottino (nato e morto a Genova), che hanno sempre abitato a Milano, hanno sempre mantenuto un alloggio in affitto a Vigliano, dove passare le vacanze estive (o tutte o almeno una parte). Ed anche BUM ha trascorso le vacanze scolastiche a Vigliano, in tutto o in parte, fino alla Guerra. Successivamente, Celeste e Vittorio sono stati in affitto al Tiglione, in una casa di ringhiera … con bagno esterno e acqua al pozzo, senza riscaldamento … e poi presso Mario Baino,  un grazioso bilocale con tutte le comodità, compreso un gradevole terrazzino, di fronte alle case dei Varaldi. Casa che entrambi hanno frequentato fino alle loro ultime estati. Vittorio Bottino è morto poco dopo aver festeggiato la nomina a Cavaliere di Vittorio Veneto (era Capitano, ed era stato ferito, Prima Guerra Mondiale) e le nozze d’oro. Anche Celeste è morta a Genova, accudita dai parenti del marito. Entrambi sono stati seppelliti nei loculi di famiglia al Cimitero di Vigliano.

Padrino di Battesimo di Bum era stato il Conte Anguissola, che con la Contessa a Vigliano aveva una villa.

Successivamente alla morte dei suoi genitori, BUM ha sempre fatto celebrare S. Messe di suffragio  per loro nella Cappella del pensionato, finché è stato in funzione, 3-4 volte all’anno.

E ha continuato ad intrattenere rapporti amicali con alcuni dei suoi coscritti, e con amici, o figli degli amici, dei suoi genitori.

  1. I suoi interessi

Ha lavorato prevalentemente, anche se non esclusivamente, nel settore editoriale: è stato dapprima Dirigente, poi Consulente, infine Perito del Tribunale di Milano (per cause editoriali).

Ha avuto tre hobby prevalenti:

  1. la fotografia
  2. la filatelia
  3. la memoria della propria esperienza durante la Seconda Guerra Mondiale

In connessione con l’attività professionale prevalente e con l’esperienza militare, ha scritto quattro libri:

  1. Pubblicare giornali e periodici, edito da Editrice Bibliografica, Milano, 1998
  2. Sapevamo di perdere, edito in proprio, 1993
  3. I Nostri Giorni Cremisi, scritto con i commilitoni, edito in proprio, 1995
  4. Frammenti di storia di Italia, in attesa di edizione (verrà pubblicato su Internet)

mentre due vaste collezioni filateliche tematiche erano in lavorazione sui temi della comunicazione e della distribuzione postale dei giornali.

Ha lasciato un archivio ed una biblioteca immensi.

La maggior parte dei libri sono stati donati dagli eredi alla Biblioteca di Vigliano d’Asti.

Altre donazioni gìà effettuate:

  1. vetrinetta con sciabola ed insegne di Vittorio Bottino: Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto
  2. libri sull’editoria e la gestione di imprese editoriali, o sul giornalismo: Fondazione Arnoldo ed Alberto Mondadori, Milano
  3. libri di argomento storico: Biblioteca della Caserma L.Manara, Museo del Bersagliere
  4. data la quantità sterminata di libri, alcuni sono stati donati a parenti, amici e figli degli amici!
  5. attrezzature sanitarie: Comunita Cascina Nuova di Rosate

Altre donazioni sarebbero possibili, qualora gli eredi individuassero realtà locali interessate.

La Storia personale per date

1930 – 1943  Zaccaria

1943 – 1945  bersagliere

1946 – 1947  Università Cattolica - congresso internazionale di Praga

1948 - 1952  Il Popolo

      1953          Adrema

1953 – 1958  Il Gazzettino

1958 – 1966  Mondadori : Epoca , MondadoriPress, poi viceDir.Amm. e dal 1960 editore di Grazia -  Arianna  Confidenze - Romanzi Rosa  

1966 – 1971  Max Mara

1971 – 1975  Mondadori Mc Graw Hill: Espansione e poi due mensili connessi con camion e trasporti

       1975      Repubblica, quotidiano
 
       1976      abbigliamento (a Genova)

1977 – 1980  Il Giornale degli Articoli Sportivi (a Bologna)

1980 – 1983  per l’E.N.I tentata sopravvivenza di quotidiani di Piacenza e di Parma + nuovo progetto Pagine Gialle

1983 – 1985  consulente per l’organizzazione di vendita dei giornali nelle stazioni  ferroviarie

1985 – 1986 consulenza interclassista ( editori ed edicolanti ) per la vendita dei giornali in tutta Italia

1987 – 2004  unico perito (così, cancellieri e giudici,hanno affermato...) del Tribunale di Milano (e della Lombardia) in materia editoriale                         .                      

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